Finanziare la proprietà dell'abitazione con i fondi previdenziali

Articolo dal 28.07.2022
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Chi desidera realizzare il sogno di una casa di proprietà ha la possibilità di finanziare l'acquisto dell'immobile con i fondi previdenziali. Ecco cosa tenere presente.

 

L'acquisto di un'abitazione è generalmente tra gli investimenti più importanti che si possano fare nella vita. Per poterlo affrontare finanziariamente è spesso necessario rivolgersi a terzi che coprano la maggior parte del costo: ciò significa chiedere un mutuo a un istituto finanziario, che però applicherà un tasso di interesse.

In Svizzera non è possibile far finanziare alla banca tutto il costo di acquisto dell'immobile: almeno il 20% del prezzo di acquisto di un immobile occupato dal proprietario va pagato con fondi propri. Ad esempio, chi acquista un immobile da un milione di franchi dovrà sborsarne almeno 200'000 di tasca propria. Questi fondi possono provenire dal conto in banca come da titoli. In alternativa si può far affidamento sui fondi previdenziali del secondo pilastro: è una fonte di finanziamento potenzialmente molto utile in quanto questi fondi rappresentano, per molti svizzeri e svizzere, parte importante del proprio patrimonio.

 

Alcune normative al riguardo

Chi desidera prelevare fondi dal fondo pensione per l’acquisto di un’abitazione deve rispettare alcune regole: solo così facendo sarà possibile il prelievo anticipato al fine di finanziare l’acquisto dell’immobile per uso personale. Non è consentito il finanziamento di case per le vacanze o immobili da investimento. Inoltre bisogna coprire almeno il 10% del prezzo di acquisto con fondi propri e «reali», categoria in cui non rientrano i fondi previdenziali. Rifacendoci all’esempio precedente, in cui era necessario fornire fondi propri per almeno 200'000 franchi, bisognerà fornire almeno 100'000 di risparmi personali, mentre i rimanenti 100'000 potranno essere presi dal fondo previdenziale, ovviamente a condizione che siano effettivamente presenti.

Il prelievo anticipato può essere effettuato ogni cinque anni, e l'importo minimo è di 20'000 franchi. Inoltre l'importo prelevato sarà tassato con un’aliquota ridotta per l’anno di pagamento. A partire dai 50 anni vi sono limitazioni sull'importo massimo: in questo caso si potrà prelevare anticipatamente solo fino al massimo tra il 50% dell’attuale prestazione di libero passaggio e la prestazione a cui si avrebbe avuto diritto a 50 anni.

 

Conseguente riduzione della pensione

Il prelievo anticipato ha anche svantaggi: la diminuzione dei risparmi accumulati nel patrimonio previdenziale porterà a una riduzione della pensione, a meno che i fondi ritirati in anticipo non vengano riversati prima del pensionamento. A seconda dello specifica cassa di previdenza, potrebbero esserci anche riduzioni nelle prestazioni per invalidità o morte.

Per chi preferisce non intaccare il proprio fondo pensione, è possibile finanziare l'acquisto di un immobile anche tramite altri fondi previdenziali: si può effettuare un prelievo anticipato del pilastro 3a per l'acquisto di un'abitazione di proprietà.

 

 

Differenza tra secondo pilastro e pilastro 3a

Le precedenti normative riguardano l'acquisto di un'abitazione di proprietà con fondi del secondo pilastro. Si tratta di regimi previdenziali professionali, generalmente obbligatori per chi esercita un’attività. Il pilastro 3a, invece, è una forma di previdenza individuale e volontaria. Lavoratori e lavoratrici dipendenti e autonomi possono depositare, ogni anno, fino a un determinato importo massimo nel pilastro 3a. Come per il secondo pilastro, anche questo denaro sarà vincolato e prelevabile anticipatamente solo in situazioni straordinarie, come appunto l'acquisto di un'abitazione. Per il prelievo anticipato del pilastro 3a valgono quasi le stesse regole del secondo. Ci sono però alcune importanti differenze: non vige l'importo minimo di 20'000 franchi, i fondi accreditati con il 3a pilastro si possono includere tra quelli «reali» e non è permesso riversare i fondi prelevati in anticipo.

 

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